Quando si parla di bonifica amianto, la domanda che molti si pongono è:
“Una volta rimosso, dove finisce l’amianto?”
La risposta non è banale, perché lo smaltimento dell’amianto è una procedura complessa, rigidamente regolamentata, che richiede autorizzazioni, tracciabilità e sicurezza assoluta.
Vediamo insieme come funziona e dove viene smaltito l’amianto rimosso da edifici civili, industriali e pubblici.
L’amianto è un rifiuto pericoloso
L’amianto rimosso da tetti, tubazioni o strutture edilizie è classificato come rifiuto speciale pericoloso.
Secondo la normativa europea (Decisione 2000/532/CE e D.Lgs. 152/2006), i materiali contenenti amianto devono essere identificati con il codice CER 17 06 05*.
Questo codice serve a distinguere i rifiuti che richiedono un trattamento e un percorso di smaltimento dedicato, diverso da quello dei rifiuti comuni.
Non può quindi essere gettato nei normali impianti di rifiuti urbani.
Il percorso dello smaltimento amianto
Dalla rimozione al conferimento finale, ogni fase del processo è tracciata e certificata.
Ecco come avviene il percorso di smaltimento dell’amianto in modo sicuro e conforme alla legge:
1. Rimozione in sicurezza
Solo aziende autorizzate e iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (categoria 10A o 10B) possono eseguire la rimozione dell’amianto.
Durante l’intervento, il materiale viene inumidito, rimosso con cura e sigillato in contenitori a tenuta stagna o imballaggi omologati (sacchi o big bag in polietilene rinforzato).
2. Imballaggio e stoccaggio temporaneo
Il materiale rimosso non può essere lasciato all’aperto o in cantiere.
Viene trasportato in un’area di stoccaggio temporaneo approvata, dove rimane fino al conferimento definitivo in discarica.
In questa fase ogni movimento è accompagnato da un Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR), che garantisce la tracciabilità completa.
3. Trasporto verso discariche autorizzate
Il trasporto dell’amianto deve essere effettuato da vettori autorizzati e con mezzi omologati per i rifiuti pericolosi.
Il carico è sigillato e identificato in modo da evitare qualsiasi rilascio di fibre nell’ambiente.
La destinazione finale è una discarica per rifiuti pericolosi, in Italia o, in alcuni casi, all’estero (nei paesi UE che dispongono di impianti adeguati).
Dove viene smaltito l’amianto in Italia
Le discariche per amianto sono impianti specializzati che rispettano rigidi requisiti tecnici e ambientali.
In Italia non sono molte, poiché la gestione di questo tipo di rifiuto richiede:
- Strutture a tenuta impermeabile per evitare contaminazioni del suolo e delle falde;
- Copertura permanente dei rifiuti con materiali isolanti;
- Monitoraggio costante di aria, acqua e terreno;
- Sistemi di controllo delle emissioni e filtraggio dell’aria.
Le regioni con impianti attivi sono, ad esempio, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Puglia.
In Campania, dove la disponibilità è più limitata, spesso il materiale viene trasportato verso discariche autorizzate in altre regioni italiane o all’estero, sempre con tracciabilità documentata.
Perché l’amianto non può essere riciclato o riutilizzato
L’amianto non è riciclabile perché le sue fibre cancerogene non possono essere neutralizzate con i normali processi di trattamento dei rifiuti.
Tuttavia, in alcuni centri di ricerca e in pochi impianti pilota europei, si stanno sperimentando tecnologie di inertizzazione ad alta temperatura, che distruggono la struttura fibrosa del minerale rendendolo innocuo.
Al momento, però, la discarica controllata resta l’unica soluzione sicura e riconosciuta dalla legge.
Documenti che accompagnano lo smaltimento
Ogni carico di amianto smaltito deve essere accompagnato da:
- Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR): per tracciare il percorso del rifiuto;
- Certificato di avvenuto smaltimento, rilasciato dalla discarica;
- Relazione tecnica dell’intervento, con fotografie e descrizione delle operazioni;
- Certificazione finale di bonifica, consegnata al cliente.
Questa documentazione attesta che il materiale è stato rimosso, trasportato e smaltito legalmente.
Cosa succede se l’amianto non viene smaltito correttamente
Lo smaltimento non autorizzato o illegale dell’amianto comporta gravi rischi per la salute pubblica e per l’ambiente, oltre a sanzioni penali e amministrative.
Le fibre di amianto, se disperse, possono contaminare suolo e aria per decenni.
Per questo motivo, la legge punisce severamente l’abbandono o la gestione impropria dei rifiuti contenenti amianto.
Conclusione
Lo smaltimento dell’amianto rimosso è un processo complesso ma fondamentale per garantire sicurezza, salute e tutela ambientale.
Ogni fase — dalla rimozione alla discarica — deve essere gestita da professionisti autorizzati, nel pieno rispetto delle normative italiane ed europee.
Se devi smaltire amianto in modo sicuro e certificato, contattaci per un sopralluogo gratuito: ci occupiamo di ogni fase del processo, dalla bonifica al trasporto in discariche autorizzate, fornendo tutta la documentazione necessaria.


